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giovedì 4 febbraio 2010

La prima cosa bella


Dopo Ovosodo, Virzì ritorna nella sua natia Livorno per un’Amarcord intensa e appassionata, dal titolo rubato alla famosa canzone di Nicola Di Bari La prima cosa bella.
'Dall'amore di una madre come la nostra non c'è scampo' affermano Bruno e Valeria, i due fratelli interpretati da Valerio Mastandrea e Claudia Pandolfi.
E in effetti sembra di essere di fronte ad un vero e proprio inno all’amore materno da parte del regista, che torna nella sua Livorno per raccontare una storia fortemente autobiografica.
Come il suo protagonista Bruno, Virzì ha infatti una mamma che ha fatto la cantante e il padre ex-maresciallo dei carabinieri.
E come lui, ha lasciato la sua amata/odiata Livorno a vent’anni per raggiungere Milano.
Persino il suo modo di essere, schivo e un pò problematico è lo stesso del Paolo ventenne.
Per le parti principali, Virzì si affida ad attori con cui ha già lavorato: un ruvido Mastandrea (N (io e Napoleone) e Tutta la vita davanti), sempre bravissimo nella parte dell'uomo psicologicamente provato dalla vita; una dolcissima Claudia Pandolfi (Ovosodo) che interpreta in modo impeccabile la parte della sorella troppo ingenua; infine la sua compagna nella vita Micaela Ramazzotti che a gennaio gli ha anche dato un figlio e che aveva già diretto in Tutta la vita davanti.
Micaela è unica nell'interpretare la solare e svampita mamma, un pò troppo fuori dai canoni.
Il suo alter ego 30 anni dopo è nientemeno che Stefania Sandrelli, attrice simbolo del cinema italiano.
Sembra che per prepararsi al ruolo, la Ramazzotti abbia visto tanti film interpretati dalla Sandrelli ed il risultato è incredibile: sembra davvero di veder recitare la stessa persona.
Bellissime anche le fotografie di Livorno, sature di colori quando riferite agli anni ’70, plumbee negli ’80 e naturali ai giorni nostri.
E’ evidente che Virzì si trova a suo agio nella sua città natale, anche se lui stesso ha affermato che la sua maggiore difficoltà è stata girare in una città dove tutti lo conoscono: ognuno voleva dire la sua e l’unica soluzione è stata farli partecipare come comparse.
Il risultato è stato comunque ottimo: il film, uno dei più intensi e poetici del regista, è divertente e consolatorio al tempo stesso e sembra voler dirci che tutti prima o poi dobbiamo fare i conti con gli eventi della vita che ci hanno maggiormente segnato, nel bene o nel male.

Per concludere una citazione alla canzone di coda: La prima cosa bella interpretata splendidamente da Malika Ayane.

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